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		<title>Il peso reale delle invenzioni</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 16:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Cassina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rimango sempre più colpito da un fatto inquietante: chi inventa soluzioni anche radicali, non viene quasi mai riconosciuto. In passato credo non fosse così. Pensate a Volta, a Meucci. Certo, ci sono casi come quello di Nikola Tesla, ma generalmente nel passato si accreditava l&#8217;inventore. Oggi mi pare che ciò non sia più così. Abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rimango sempre più colpito da un fatto inquietante: chi inventa soluzioni anche radicali, non viene quasi mai riconosciuto.</p>
<p>In passato credo non fosse così. Pensate a Volta, a Meucci. Certo, ci sono casi come quello di Nikola Tesla, ma generalmente nel passato si accreditava l&#8217;inventore. Oggi mi pare che ciò non sia più così. Abbiamo numerosissimi casi. Pensate, per esempio, a Dennis Ritchie. Questo signore, assieme al collega Kernighan, ha inventato il linguaggio C per il sistema operativo Unix (a sua volta loro invenzione). Dal C è praticamente nato tutto: MS-DOS, Windows, Unix, Linux, MacOS (cioè ancora una versione di Unix). Dal C sono nati anche praticamente tutti i linguaggi di programmazione: PHP è scritto in C, Objective-C è C, C++ è un superset del C.</p>
<p>Potremmo insomma affermare che quasi tutto ciò che gira in informatica, deve un tributo a questi signori. Eppure non li conosce nessuno.</p>
<p>E Tim Berners Lee? Questi non ha fatto molto, nella vita. Ha praticamente inventato il web al CERN di Ginevra (sì, il web non è invenzione americana), inventando alcuni tra i protocolli usati per la trasmissione di dati. Nessuno però lo conosce, intendo nella vita quotidiana.</p>
<p>E Apple? Ecco Apple è un esempio del mondo di oggi. L&#8217;Apple I, giratela come vi pare, è sostanzialmente opera di Steve Wozniak. Era lui il guru dietro quella macchina. Non Jobs. Jobs aveva competenze di elettronica, ma non così profonde quali quelle di Woz. Eppure Jobs è stato capace di creare un&#8217;hype, attorno alla sua persona, per cui viene oggi ritenuto l&#8217;inventore un po&#8217; di tutto. Non nascondo che ciò mi da molto fastidio. Soprattutto perché Apple si è arrogata anche primati non suoi, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Insomma, il mondo dell&#8217;informatica è un mondo di geni sconosciuti e brillanti opportunisti? Non lo so, chiedo il vostro parere. L&#8217;unico che, così su due piedi, viene direttamente ricollegato ai propri prodotti è Bill Gates, che davvero s&#8217;è &#8220;sporcato le mani&#8221; col software che produce. Come dite? Mark Zuckerberg? No Zuckerberg non lo ritengo un genio. Lo ritengo un ragazzo molto intelligente, che ha saputo con costanza, dedizione e duro lavoro creare un social network di successo (non li ha inventati lui, solo è stato capace di rendere il suo pervasivo). Non è però un genio. Non ha inventato nulla. Il titolo del libro da cui è stato tratto il film &#8220;The Social Network&#8221; credo riassuma benissimo Zuckerberg e quelli come lui: &#8220;Accidental Billionaires&#8221;, miliardari per caso. L&#8217;idea giusta, confezionata bene e al momento giusto. Basta per fare di una persona un fortunato imprenditore, non certo un genio.</p>
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		<title>Worth of Commodore?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Cassina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amiga]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; E&#8217; tornato. Dopo diciotto anni, un nuovo Amiga torna sulla scena ad opera di Commodore. Con due precisazioni: la Commodore non è la stessa e l&#8217;Amiga non è un Amiga. La &#8220;vera&#8221; Commodore ha chiuso i battenti il 29 aprile 1994, grazie alla solita lungimiranza dei soliti manager di turno, che capiscono solo il [...]]]></description>
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<p>E&#8217; tornato. Dopo diciotto anni, un nuovo Amiga torna sulla scena ad opera di Commodore. Con due precisazioni: la Commodore non è la stessa e l&#8217;Amiga non è un Amiga.</p>
<p>La &#8220;vera&#8221; Commodore ha chiuso i battenti il 29 aprile 1994, grazie alla solita lungimiranza dei soliti manager di turno, che capiscono solo il concetto di dividendo e nulla importa di tutto il resto. Se questa Commodore non fosse fallita, le cose sarebbero andate in maniera decisamente diversa: Microsoft avrebbe avuto un serio competitor, con prodotti indubbiamente migliori rispetto agli IBM compatibili ed Apple non avrebbe potuto riempire il mondo di menzogne sul fatto di essere stati i primi in tutto (se non fosse stato per Chuck Peddle, ingegnere prima MOS Technology, quindi Commodore, i due Steve sarebbero ancora adesso chiusi nel garage della famiglia Jobs a lambiccarsi sugli schemi del MOS 6502).</p>
<p>La Commodore odierna è il frutto dell&#8217;acquisto dei diritti all&#8217;uso del nome e del marchio. E&#8217; una compagnia piccola (una LLC, analoga alle nostre s.r.l.), ma che si sta facendo strada a spintoni: dopo aver commercializzato un Commodore 64 (nelle forme) con dentro un PC, si presenta oggi con una sorta di clone del Mac Mini (esteticamente, s&#8217;intende) con sopra una bella scritta: Amiga.</p>
<p>Ma di che Amiga parliamo? Di un&#8217;evoluzione dei custom chip degli A500? Assolutamente no. Parliamo di un case, marchiato Amiga, con dentro componentistica PC. Una bestemmia? Forse no.</p>
<p>I puristi hanno visto la cosa come l&#8217;ennesima operazione commerciale (come se i primi Amiga Commodore li distribuisse per beneficienza) per sfruttare un glorioso marchio dell&#8217;informatica consumer. Sempre i puristi desidererebbero rivedere un Amiga con custom chips e AmigaOS. Peccato che oggi, per progettare e produrre chip custom in grado di competere con i prodotti nVidia, AMD e Intel richieda capitali talmente ingenti che dubito ci sia qualche produttore in grado di affrontare una sfida simile. AmigaOS poi è un prodotto sicuramente interessante, ma carente dal punto di vista del supporto hardware.</p>
<p>Oggi, il mondo Intel o comunque x86 64bit è l&#8217;unica strada concretamente percorribile, almeno a costi ragionevoli, per produrre qualcosa (basti vedere il passaggio di Apple da PowerPC a Intel). Quindi, se lo può fare Apple, perché non deve poterlo fare Commodore?</p>
<p>Ciò che invece mi piacerebbe, sarebbe vedere Commodore prendere in considerazione Icaros Desktop quale sistema operativo. Certo, anche la mossa Commodore OS non è certo una bestemmia: è un sistema operativo su base Linux Mint, ottima distribuzione. Anche MacOS è su base Unix e nessuno fa tanto baccano. Addirittura usa anch&#8217;esso Gnome, quale desktop environment (certo, altamente personalizzato) e non mi pare ci si stracci le vesti per questo. Certo che avere Icaros sarebbe il top. Certo, per avere Icaros e poi poter vendere le macchine, ci vorrebbe il port di alcune suite e programmi essenziali. Penso ad OpenOffice, vari browser quali Chromium o Firefox e magari ambienti come Apache Server e MySQL.</p>
<p>Infine i prezzi: &#8220;computers for the masses, not the classes&#8221;, diceva il compianto Jack Tramiel. Invece i nuovi Commodore costano un sacco. Solo il case Amiga con lettore Blu Ray viene circa 300 euro, decisamente troppi. Per poter proporre prodotti Commodore, abbiamo bisogno di prezzi decisamente più concorrenziali. Non esiste chiedere 1300 euro per un Core i5 con 4Gb di RAM e 1 Terabyte di hard disk.</p>
<p>Sono contento che qualcuno stia tentando di recuperare e rilanciare Commodore, checché ne dicano i puristi e gli amighisti della prima ora. Solo è necessario un ritocco dei prezzi ed un sistema operativo che offra davvero qualcosa di diverso, qualcosa che faccia percepire che si parla di un terzo attore nel mondo informatico. Strada non facile, ma che Commodore sta intraprendendo.</p>
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